A proposito del libro sul Flauto in Italia finaziato da il Ministero per i beni e le attività culturali,
con sponosor come Falaut, Tesori Musicali Toscani, Accademia Nazionale di Santa Cecilia,IBIMUS,
società italiana di musicologia....ma scusate Giulio Briccialdi che fine ha fatto?????
Quello che è stato nella storia il più grande flautista italiano è sparito, si parla della rava e della fava,
ma di Briccialdi niente..... a cosa serve un libro del genere? Peccato un'occasione mancata
C.F.

replica:
Caro Claudio,
leggo solo ora sul blog del tuo sito (http://www.claudioferrarini.it/Pages/blog.html) la riflessione di un anonimo lettore (C.F. per l'esattezza, che è uguale a non firmarsi) che così scrive: «A proposito del libro sul Flauto in Italia finaziato da il Ministero per i beni e le attività culturali, con sponosor come Falaut, Tesori Musicali Toscani, Accademia Nazionale di Santa Cecilia,IBIMUS, società italiana di musicologia....ma scusate Giulio Briccialdi che fine ha fatto????? Quello che è stato nella storia il più grande flautista italiano è sparito, si parla della rava e della fava, ma di Briccialdi niente..... a cosa serve un libro del genere? Peccato un'occasione mancata».
Essendo il curatore di quest'opera di tipo nazionale, prima nel suo genere nella storia della musicologia terrestre, (si effettivamente su Marte non abbiamo ancora letto nulla di tutto questo) che ha ricevuto decine di riconoscimenti e recensioni, e che ha fatto leggere in lingua italiana tutti i più importanti musicologi e critici musicali nel mondo,(si speriamo che conoscano l'italiano e abbiano letto il libro di Petrucci su Briccialdi, perchè nel caso contrario è un danno...) mi sento ovviamente parte interessata e desidero quindi rispondere agli shakespeariani dilemmi dell'anonimo pensatore.
1. Il volume Il flauto in Italia non è stato finanziato ma solo patrocinato (quindi non avete preso denaro? ...e chi paga?) dagli enti che il signore ha elencato. È sufficiente leggere un libro d'arte o di edizioni importanti per capire che quando qualcuno paga qualcosa viene menzionato «con il contributo di...». E poi basterebbe leggere nell'elenco che la Società Italiana di Musicologia (SIdM) ha concesso l'ambito «patrocinio scientifico».
Quasi 35 studiosi italiani hanno lavorato gratuitamente (questo vi fa onore) per circa cinque anni ed è un peccato mortale (cioè da andare tra le anime dannate) infangare senza replica il lavoro ed il sudore altrui stimolato dal solo amore per la ricerca.
Nessuno vuole infangare, ma semplicemente costatare. Nel caso compratevi un bel paio di occhiali, io Briccialdi non l'ho visto e letto, e la mancanza si sente tutta.
2. L'assenza del ternano Giulio Briccialdi è stata una scelta voluta poichè appena quattro anni prima de Il flauto in Italia era uscita (nel dicembre 2001) la ponderosa ed esaustiva biografia sul flautista ternano curata da Gian-Luca Petrucci in ben 446 pagine che rendeva stupido ed inutile aggiungere una sola riga in più.
Evidentemente l'anonimo bloggista non l'ha mai letta.
(qui ti sabagli, come ho letto il vostro ho letto e possiedo il libro di Petrucci che è un ottimo lavoro)
Ma non è l'unica cosa che non ha letto. Infatti non ha, ahimè, letto neanche Il flauto in Italia! Infatti se l'avesse fatto avrebbe letto già nella prefazione firmata da Bruno Cagli - bastava resistere e arrivare solo a pagina 8 - che le biografie incluse nel volume di 607 pagine «si vanno ad aggiungere a quelle già note ed edite degli altri due numi del flautismo ottocentesco italiano, l'umbro Giulio Briccialdi ed il lucano Leonardo De Lorenzo».
Il fatto che uno studioso scriva un libro su un autore non vuol dire che per tutta la vita si legga solo quel autore.Dato che era la prima volta che così grandi studiosi affrontavano l'argomento invece di 35 potevamo averne 36 con Briccialdi incluso....meditate......
Purtoppo ho letto più di 8 pagine, comunque non ho detto che non mi piace, ma che manca...e poi personalmente non cosidero De Lorenzo un flautista ottocentesco, meno male che si parla di musicologia.....
3. Per quanto riguarda cosa serve un libro del genere non sarò certo io a spiegarglielo: posso solo consigliare il nostro 'ghost writer' di leggerlo prima e di riparlarne con cognizione di causa poi.
E l'occasione mancata sarà casomai quella del libro firmato C.F. che attendiamo con ansia di leggere e recensire (si spera con altro stile).
Cosa che eviterò con prudenza....si fanno troppi danni con la scrittura mi limito a farli con la musica....lascio il flauto e la musicologia a chi di dovere.
4. La rava e la fava (se di orto stiamo parlando) mi piacciono molto nel minestrone o nella ribollita ma non riesco prorio a scorgere il nesso con il flauto o la musicologia...
Peccato occasione mancata....
Tutto qui. Grazie per la possibilità concessami di replicare al nostro misterioso interlocutore e un sereno 2007 a tutti.
Firmato: Claudio Paradiso
